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Aceri giapponesi in giardino

 

 Per quanto riguarda esigenze colturali, classificazioni, e cenni di coltivazione degli aceri giapponesi, consiglio vivamente di leggere questo articolo da me scritto nel 2007 e pubblicato sul sito della Compagnia del Giardinaggio.

Viste le numerose richieste si sta cercando di ampliare il più possibile la gamma di varietà di aceri in collezione anche per la vendita. Per non creare confusione ho preferito elencare e descrivere tutte le varietà in collezione indistintamente nel menù a carrello.per quanto riguarda gli aceri, non essendo un vero e proprio listino prezzi spesso questi non sono indicati così come la disponibilità delle piante anche perchè capita di avere in molti casi dimensioni e piante molto diverse l'una dall'altra con prezzi di conseguenza variabili da soggetto a soggetto. Per l'acquisto quindi, si consiglia di chiedere, senza impegno, tramite e-mail per verificare volta per volta quali piante sono disponibili. Viste le molte richieste da località molto lontane da qui si sta cercando di effettuare occasionalmente un servizio di spedizione tramite colleghi che effettuano periodicamente viaggi di servizio in alcune zone d'Italia. Questa possibilità deve essere verificata in base alla destinazione e per ordini minimi di almeno 100 euro escluso rimborso spese di spedizione. In ogni caso si consiglia di chiedere, senza impegno,tramite e-mail.

Varietà in collezione

 Una volta verificata la possibilità di poter coltivare gli aceri giapponesi nelle proprie zone, tenendo conto delle importanti esigenze climatiche e di esposizione di cui necessitano per una buona riuscita, molte domande che mi vengono rivolte sono relative alle dimensioni e agli accostamenti o in generale a come disporre queste piante in giardino. Vediamo allora fra le diverse possibilità dei grandi gruppi.

ACERI GIAPPONESI IN GIARDINO COLTIVAZIONE IN GRUPPI

 Per quanto riguarda la disposizione delle piante in giardino e gli eventuali accostamenti occorre partire dal presupposto che ogni acero giapponese è sempre di per sé una pianta unica e ad alto “valore architettonico” per cui spesso si presta ad essere usato come esemplare solitario, per far risaltare alcune zone di un giardino oppure nella coltivazione in vaso, o per creare bonsai, fermo restando che per ognuno di questi usi ci sono varietà più adatte ed altre un po' meno per tanti motivi. Molto importante è, poi, ricordare che varietà di acero giapponese, apparentemente identiche in certi momenti stagionali possono produrre variazioni di colore totalmente diverse in altre ed è perciò fondamentale conoscere il comportamento di una varietà lungo tutta l'annata e non solamente nel momento in cui la si vuole acquistare!

Un gruppo di aceri giapponesi come esempio. Nel dettaglio ravvicinato, a partire da sinistra: Autumn Red, Mirte, Matsu Kaze, Suminagashi le prima due foto sono riferite alla primavera, le seconde all'autunno nella stessa aiuola.

Gli effetti stagionali e le variazione di colore sono molto evidenti rivelando cambiamenti di colore inimmaginabili.   

 

 

Nel caso in cui si vogliano associare tra di loro aceri giapponesi il mio consiglio è quello di scegliere varietà diverse (e non creare gruppi di varietà identiche come spesso si fa per altre specie) che possano creare sempre variazioni di forme e di colori nel corso delle stagioni. Nel mio caso, anche in seguito al grande numero di piante diverse, causato dalla collezione delle varietà stesse, ho progettato macchie importanti, composte da aceri giapponesi intervallate da sentieri e percorsi.

 

    

 Questi gruppi che potremmo anche chiamare “isole” sono composte ciascuna da aceri giapponesi scelti ed accostati in base a diversi criteri:

Forme

in ogni “isola”, presumibilmente in primo piano a seconda delle viste principali deve essere presente almeno una forma ricadente (solitamente un dissectum), così come due o più forme erette e due più allargate o coniformi.

 

 

   

Colori

I colori degli aceri giapponesi sono molteplici e cosa ancor più importante, possono variare di molto a seconda delle stagioni

 

 

pertanto preferisco specificare le colorazioni in base alle stagioni

A) primaverili

  • Rosso. In ogni isola deve essere presente almeno una colorazione rossa (o porpora) primaverile. Se i rossi fossero più di uno, dato che non è bene eccedere con questo colore, specie a primavera, meglio differenziarli per il portamento oppure per la forma del fogliame(esempio un dissectum e uno a fogliame palmato), tenendo comunque conto di esemplari di crescita medio-piccola, proprio per non inflazionare il colore nel gruppo.

  

 

 

  • Variegato. Vale quanto detto per i rossi tenendo presente che spesso l'effetto di colore ha un impatto meno forte specie dalle lunghe distanze, quindi possono essere inseriti anche in maggior numero in un'isola, magari facendo attenzione a non inserirli a stretto contatto, in modo da poter meglio risaltare e non stridere l'uno con l'altro e magari in posizioni più buie sia per meglio rischiarare la zona che per meglio risaltare. Molti variegati possono "raccogliere" facilmente tonalità purpuree o sfumature di colore presenti in altri aceri di colorazione diversa 

 

 

  • Verde.  La colorazione verde negli aceri giapponesi è tutt'altro che monocromatica! Esistono decine di tonalità di verde che creano fantastici contrasti di colore o sfumature delle stesse, senza dimenticare, poi che moltissimi aceri giapponesi  dal fogliame a colorazione verde, nel momento dell' emissione dei germogli presentano colorazioni pastello, ocra, ambra, arancio più o meno intenso e persino parti di fogliame come la parte terminale dei lobi, brillantemente colorate in arancio o rosso e molte foglie mantengono nervature e sfumature di colore prima di arrivare al verde per almeno un paio di mesi. Tutto questo è importantissimo per creare effetti di contrasto o sintonia con gli altri aceri che poi è uno dei motivi principale di attrazione sia negli scorci da medie distanze che nel dettaglio del fogliame.

  

 

 

 B) autunnali

In questo caso si può essere un po' più tolleranti nell'inserimento del colore, tenendo conto che le tinte autunnali, per quanto belle e costanti, in certe varietà, lasciano sempre più spazio alle sfumature (ogni anno possono variare le intensità e le saturazioni dei colori stessi, così come può variare anche di poco il momento di massima colorazione e non coincidere a quello della pianta vicina) e si associano facilmente tra di loro. Si possono quindi inserire rosso, giallo e arancio con una certa facilità anche se è molto importante prevedere una certa alternanza di colore nelle piante vicine e cercare di evitare lo stesso colore autunnale (perlomeno nella stessa intensità, brillantezza e saturazione di colore) in piante a stretto contatto oppure se si fa questa scelta conoscere con certezza uno sfasamento temporale nella colorazione autunnale per avere, in questo caso, una certa continuità di colore.

  

 

 

  

 

  

  

Associazioni e piante comprimarie

Per quanto riguarda le associazioni con altre piante bisogna dire innanzitutto che l'acero giapponese di solito non è specie invasiva nè competitiva e che ben si sposa con altre piante che abbiano le stesse esigenze colturali e comunque non siano troppo invasive nei confronti di acqua e di luce. Detto questo occorre prevedere anche qualcosa che desti attenzione nel periodo invernale dove le foglie cadute lasciano un fitto intreccio di rami spogli, spesso molto piacevole anche così soprattutto se si sono inserite forme pendule o molto ben strutturate. Nel caso in cui si cerchino attrattive nei mesi invernali, insistendo nella scelta di aceri giapponesi si può andare su varietà a corteccia molto colorata, (rosso corallo oppure con striature in rosa, in verde o in giallo) o ampiamente rugose e screpolate come quelle dei pini. Nel caso si voglia ricorrere a specie sempreverdi ho trovato molto utile l'uso di conifere nane e accattivante quello di agrifoglio, (quest'ultimo opportunamente contenuto nel caso si ampliasse troppo), tutte questi inserimenti creano piacevolissimi sfondi ed elementi di contrasto  anche nelle altre stagioni.

 

 

 

 

 

 

Possono poi essere interessanti nella stagione primaverile, l'uso di bulbose come narcisi scelti nei colori appropriati, ma anche spiree (japonica Gold flame in particolare) peonie erbacee od arboree (spesso è sufficiente il fogliame di queste ultime a creare piacevoli quadretti) mentre nella stagione autunnale l'uso attento ed oculato di qualche graminacea non invadente di taglia medio bassa può formare originali scenari e contrasti.

 

 

 

Anche altre aceracee o comunque caducifoglie di differente portamento e fogliame possono rivelarsi molto utili

 

Molto interessante anche l'uso di Hosta, sia in cultivar variegate che a fogliame uniforme.

  

In generale queste isole devono poter evitare competizione radicale e di luce per le piante ma al tempo stesso fare in modo che le piante possano compenetrarsi con alcuni rami in modo da esaltare le differenze, i contrasti e le sfumature. La cosa importante quindi è che queste piante possano essere messe in condizione di crescere ed assestarsi facilmente, gli scenari verranno di conseguenza dato che gli aceri giapponesi sono esempi indiscussi di spettacolarità.